La storia di Esino Lario attraversa millenni di insediamenti umani, conquiste, lotte di autonomia e trasformazioni economiche. Piccolo comune della Valsassina affacciato sulle acque del Lago di Como, a 914 metri di quota, Esino ha vissuto in prima persona le grandi vicende della storia lombarda — dai Celti ai Romani, dai Longobardi ai Carolingi, dalla signoria viscontea alla lunga dominazione spagnola, dall'Austria al Risorgimento, fino ai due conflitti mondiali del Novecento.
Fonte principale di questa ricostruzione è l'opera dello storico Pietro Pensa (1904–1993), che dedicò la vita alla raccolta e allo studio dei documenti storici della Valsassina e di Esino Lario, lasciando un patrimonio di conoscenza inestimabile per la comunità locale.
Otto secoli di storia
I Celti e i Romani
La presenza dell'uomo nel territorio è documentata fin dal periodo eneolitico. A Esino i ritrovamenti archeologici sono particolarmente consistenti a partire dal V secolo a.C. Gli insediamenti celtici lasciarono tracce significative nell'alta Valsassina, testimoniando una presenza umana stabile già in epoca preromana. Con la conquista romana il territorio entrò nella sfera culturale e amministrativa di Mediolanum.
I Longobardi
Caduto l'impero, dopo le dominazioni degli Eruli di Odoacre e dei Goti di Teodorico, i Bizantini conquistarono l'Italia con una guerra lunga e disastrosa. Subito dopo i Longobardi calarono dai passi del Friuli e nel 569 conquistarono Milano. Un contingente Bizantino, al comando del magister militum Francione, si arroccò sul Lario, nella speranza di una riscossa contro i Longobardi. Questa presenza documentata testimonia l'importanza strategica del territorio lacustre.
I Carolingi e il Feudalesimo
I Carolingi, seguiti nel dominio ai Longobardi, non mutarono l'ordinamento di questi, sostituendo solo i duchi sconfitti con conti franchi. Il feudalesimo raggiunse le sue forme più caratteristiche: semi deserte le città, insicure le strade, i castelli con le loro "corti" divennero i punti di dominio. Esino rientrava nel sistema feudale del Lario orientale.
I Liberi Comuni — Guelfi e Ghibellini
Verso la fine del XII secolo, con il rafforzarsi delle classi produttrici si sviluppano i liberi comuni. Si costituisce la Comunità Generale della Valsassina, a cui Esino appartiene. Essa detta i suoi statuti, derivandoli dalle antiche consuetudini. Le lotte tra Guelfi e Ghibellini non risparmiano nemmeno questi borghi alpini, che seguono le sorti alterne dei grandi signori lombardi.
La Signoria e la Dominazione Spagnola
Nella prima metà del Quattrocento la politica di espansione di Venezia conduce a urti armati con Milano e il territorio del Lario Orientale ne è largamente interessato. Anche quando, morto l'ultimo Visconti, il ducato passa agli Sforza, la lotta continua. Con la dominazione spagnola il territorio conosce un lungo periodo di stagnazione economica, mitigato solo dall'economia silvo-pastorale delle comunità montane.
L'Austria
Il passaggio della Lombardia all'Austria, avvenuto agli inizi del 1700, riporta l'ordine: a poco a poco il territorio si riprende anche economicamente, raggiungendo nella seconda metà del secolo un discreto benessere. L'illuminismo asburgico porta riforme amministrative che modernizzano l'organizzazione dei comuni montani.
Il Risorgimento
Pur piccolo comune e allora assai povero, Esino partecipa ai movimenti risorgimentali. La storia nazionale si intreccia con le vicende locali: i valichi montani e le mulattiere che scendono a Varenna diventano vie di passaggio per patrioti e messaggi carbonari. Il Risorgimento lascia tracce durature nell'identità civica della comunità esinese.
Esino nel Novecento
I caduti di Esino nella Prima guerra mondiale sono 23, 125 i combattenti, di cui 7 decorati al valore con quattro medaglie d'argento e tre di bronzo. Dopo la guerra, un'importante opera dà avvio alla trasformazione dell'economia locale da silvo-pastorale a turistica. Il Novecento vede la nascita delle prime strutture ricettive, lo sviluppo dell'Alpe Cainallo come stazione sciistica, e la valorizzazione del patrimonio fossile del Museo delle Grigne.
Pietro Pensa — Memoria di Esino
Pietro Pensa (1904–1993) è stato il più grande storico e ricercatore della Valsassina e del territorio di Esino Lario. Ingegnere di formazione, dedicò la sua vita alla ricerca storica, alla raccolta di documenti e alla tutela del patrimonio locale. I suoi studi sulla storia di Esino Lario rimangono la fonte principale per chiunque voglia approfondire le radici di questa comunità alpina. La piazza centrale di Esino porta il suo nome.
Tradizioni e Vita Comunitaria
Le tradizioni di Esino Lario sono radicate nella vita contadina e alpestre della montagna lariana. La lavorazione del legno, la tessitura, la coltivazione dei piccoli appezzamenti e l'allevamento bovino e caprino nei pascoli alti hanno segnato per secoli il ritmo delle stagioni. Il presepe storico, le feste patronali e le commemorazioni degli alpini mantengono vive le memorie collettive.