Il Calcare di Esino
Il territorio della Grigna è da sempre noto per i minerali e i fossili che hanno reso famoso il nome di Esino. Le scogliere calcareo-dolomitiche delle Grigne e delle loro propaggini hanno rivelato una straordinaria ricchezza di molluschi di ogni dimensione. L'Abate Stoppani descrisse nell'Ottocento oltre 200 diverse forme nella sua classica monografia «Les petrifications d'Esino»: spongiarini, polipi, crinoidi, brachiopodi, lamellibranchi, gasteropodi e cefalopodi. In seguito altri geologi hanno studiato la fauna fossile di queste montagne, producendo una ricca letteratura in proposito. Oggi si ritiene che le specie siano oltre 250.
Il Calcare di Esino (Esino Limestone nella letteratura scientifica internazionale) è una formazione geologica del Triassico Medio (circa 240 milioni di anni fa) che prende il nome proprio da Esino Lario. Si tratta di un'antica barriera corallina tropicale — all'epoca il territorio era situato ai margini dell'antico oceano Tetide, a una latitudine paragonabile all'attuale Mar dei Caraibi. I fossili che si trovano oggi sui sentieri della Grigna sono i resti di quella vita marina: coralli, spugne, molluschi, cefalopodi che abitavano la barriera corallina 240 milioni di anni fa.
Medio
mondiale
Un'arca di Noè petrificata
La formazione del Calcare di Esino ha restituito una delle faune triassiche marine più complete mai studiate. Ogni centimetro di roccia racconta una storia di 240 milioni di anni.
I minerali delle Grigne
Oltre ai fossili, le Grigne offrono una ricca varietà di minerali legati alla storia geologica della zona. La Lumachella di Esino — un marmo decorativo formato da gasteropodi fossili — è stata utilizzata come materiale da costruzione ornamentale. Tra i minerali presenti: calcite, dolomite, pirite, quarzo e, in alcune cavità carsiche, bellissime formazioni di aragonite e selenite. La collezione mineralogica del Museo delle Grigne ne conserva i più bei esemplari trovati nel territorio.
Lumachella a Trachyceras — fossile tipico del Calcare di Esino (Museo delle Grigne)
Grotte e paesaggio carsico
Il Calcare di Esino è la roccia che ha permesso lo sviluppo del vasto sistema carsico delle Grigne. Permeabile all'acqua, nel corso dei millenni si è dissolto formando oltre 1.100 cavità mappate con uno sviluppo complessivo superiore agli 82 km. Il paesaggio che cammini in superficie — con le sue doline, i lapiaz, le grotte e i pozzi verticali — è il risultato diretto di questa dissoluzione chimica. Alcune delle grotte più profonde delle Prealpi Lombarde si aprono nei Calcare di Esino tra la Grigna e la Valsassina.
Geologo, naturalista, abate e divulgatore scientifico, Stoppani fu il primo a descrivere sistematicamente la fauna fossile di Esino Lario nella sua opera «Les petrifications d'Esino» (1857-1860). Oggi è ricordato come uno dei fondatori della geologia italiana. La sua opera pionieristica fu la base di tutta la paleontologia triassica successiva in quest'area. Al Museo delle Grigne è conservata parte della collezione originale.